Troppe cose


 

Troppe cose da dire, troppe cose da fare.

Ho le idee imbottigliate in testa e sudo troppo. Trasudo ansia e rabbia. Sudo perfino attraverso la giacca a vento. E fuori siamo di nuovo sotto zero. Ma dentro non fa freddo, anzi, ho un fuoco nel petto che mi sveglia alle 5:30 puntuale ogni mattina. 

La mia frase preferita, quella che mi sbatte sulle pareti del cervello come un uccellino che vuole distruggere una vecchia gabbia arrugginita è sempre quella: "Non sono d'accordo!"

Una frase infantile forse, anche un po' ingenua. Di quell'ingenuità che abbiamo ormai un po' tutti.

L'ingenuità che crede che a qualcuno interessi. Che a qualcuno interessi come la penso io, come la pensi tu. Ma infatti io queste righe le scrivo per me, mica per te. O forse anche per i miei figli, così un giorno potranno sfogliarmi la mente come un libro.

Queste righe le scrivo per liberarmene, perchè prendano il volo e mi lascino un po' in pace, perchè non sono più capace di conviverci, perchè ne ho abbastanza. Ne ho abbastanza di tutti quelli che mi urlano addosso le loro assurde frustrazioni e pretendono che le condivida. Ne ho abbastanza di quelli che non affrontano i propri traumi, le proprie deviazioni, le proprie ossessioni e pensano solo a sentirsi normali. 

"Il patologico deve diventare il nuovo normale". Sembra sia questo il motto di questa nuova era.

E io sono stufa di fare finta di nulla. Sono stufa di fare finta che tutti si meritino il meglio, di fare finta che siamo belli come siamo, che siamo tutti speciali, che andiamo tutti bene così come siamo, che tutti ci debbano amare e capire. Questa società sembra un'infinita parata di carnevale. Una messinscena dove tutti sono scontenti, attori e spettatori. E allora io mi tolgo la maschera e resto così, trasparente, sudata e con le guance rosse di rabbia, ma con un sorriso di sollievo pronto a scoppiare.


Commenti